Uomini Lupi
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Galaxian Gag

Quel venerdì’ 17 ottobre sembrava veramente una giornata sfigata come qualsiasi altra su Gamma-Abel, terza colonia interplanetaria del pianeta Terra.

Ne’ il capitano Cicchettin, reggente della base, ne’ il suo potente computer, avrebbero potuto prevedere il disastro ormai prossimo.

Era ormai quindici anni che tutto filava liscio su Gamma-Abel, i problemi più’ rilevanti si erano posti quando la RAM del calcolatore preposto al vettovagliamento era caduta in break, privando per alcuni giorni tutto il personale della colazione del mattino.

L’inconveniente venne prontamente risolto dal capitano Cicchettin che fece l’impossibile per riottenere il suo grappino delle 7.30.

Naturalmente nessuno diede peso alla notizia, quando il notiziario della base diffuse un lapidario comunicato sul ritrovamento di una Beola, ancora viva, all’interno della centrale energetica.

Cicchettin addirittura, disturbato nella sua cabina nella tarda mattinata, mentre elaborava formule chimiche per la produzione di grappa sintetica, non ne volle sapere e dispose che la Beola venisse gettata nel reattore nucleare primario.

A distanza di poche ore l’allarme energetico scosse la base col suo urlo sibilante.

Niente! Niente! Tutti i tentativi del personale della sezione energetica per ripristinare il funzionamento del reattore erano inutili.

Neppure Vodkovich, capo ingegnere della sala energia, nonostante trangugiasse ogni tipo di super alcoolico al gelo, poteva porre rimedio alla stasi del reattore.

I generatori supplementari erano naturalmente in funzione, ma non potevano certo assicurare tutta l’energia necessaria.

Cicchettin con un comando biascicato a mezza voce ordino’ di togliere potenza alla sezione incenerimento rifiuti, e li per li la decisione parve un colpo di genio, ma solo dieci minuti più’ tardi si rivelo’ un vero fallimento.

Bestemmie irripetibili si sollevavano da ogni parte della base, dove tutto il personale si trovava costretto a svolgere le normali mansioni con i piedi immersi in dieci centimetri di merda.

Nella sala energia l’atmosfera era pesantissima: Vodkovich e Cicchettin infatti, ormai imbestialiti dal puzzo di fogna che stagnava in tutta la base, litigavano a voce altissima spandendo tutt’intorno, col loro alito, un fetore che copriva completamente qualsiasi altro odore.

I tecnici ormai semiincoscenti e completamente ebbri avevano dimenticato, non solo il funzionamento degli apparecchi, ma anche l’educazione, abbandonandosi ad una battaglia a palle di merda.

Soltanto quando una di queste colpi’ in pieno viso Cicchettin egli si distrasse dalla lite con l’ingegnere, accorgendosi che la Beola si era materializzata al difuori del reattore ed annaspando nel liquame, si dirigeva verso la sala computer.

Acchiappatela urlo’ il capitano.

Gonzi, addetto alla sicurezza, accenno’ appena una corsa verso l’animale, ma un tecnico, piu’ ubriaco degli altri gli fece lo sgambetto.

Il risultato fu catastrofico: Gonzi sprofondo’ nella merda e non riapparve mai piu’.

Approfittando dello scompiglio la Beola si infilo’ in uno dei pannelli che costituivano l’elaboratore centrale chiudendosi lo sportello alle spalle.

Quando Cicchettin riapri’ lo stesso sportello vide soltanto le stelle perche’ il liquame, penetrato ormai anche nel computer, aveva mandato a massa un cavo dritto dritto sul naso del capitano.

La situazione energetica era diventata ancor piu’ critica, ed al portaordini che gli domandava quale sezione escludere dall’erogazione di energia, Cicchettin non seppe rispondere.

Alla risposta provvide allora Vodkovich che, trangugiando l’ottantaduesimo bicchiere di Cognac disse con tono sinistro: “isolate il propagatore di gravita’ artificiale”

Non appena l’ordine fu eseguito, tutti si accorsero dell’errore gravissimo: la forza di gravita’ scomparve ed il tappeto di merda che ricopriva la base si sollevo’ ad altezza d’uomo.

Chicchettin, bestemmiando, esautoro’ sui due piedi Vodkovich che, ormai in preda all’alcool, svolazzava felice per la sala computer evitando attentamente gli stronzi a mezz’aria.

La Beola si aggirava ormai indisturbata nei meandri del computer, e gli operatori si stupirono abbastanza delle risposte ormai confuse che l’elaboratore forniva.

Cicchettin stesso si avvicino’ allora al terminale ed interrogo’: “tempo residuo con scorte di energia accumulata?” la voce dell’elaboratore rispose: “due ore e quarantasette primi.”

Poi un attimo di pausa.

“No, un po’ meno…”

Cicchettin perse allora la pazienza: “Quanto tempo abbiamo? …cazzo!”

L’elaboratore: “C’e’ puzza di merda e la beola mi fa solletico.”

Il capitano, ormai epilettico, estrasse la pistola laser.

Fece fuoco prima sul terminale poi sull’elaboratore.

Fu un lampo. Le esplosioni a catena distrussero in pochi attimi la base.

Cicchettin si sveglio’ di soprassalto e guardo’ l’orologio: Venerdi’ 17 ottobre ore 7.25.

Che pessimo sogno aveva fatto!

Come tutte le mattine si reco’ al dispenser e prelevo’ il suo grappino.

Mentre beveva si accorse che sul soffitto stava appesa una piccola beola.

Il movimento fu incontrollabile, istintivo; Cicchettin estrasse la pistola laser e si suicido’.

Sulla Terra naturalmente nessuno diede peso alla notizia, quando il notiziario diffuse un lapidario comunicato sul suicidio di un capitano alcoolizzato, probabilmente durante una crisi di delirium tremens.

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La Ballata el Muco Catarrale

Mentre passeggio per la via deserta

vedo una troia con la figa aperta.

Tanto schifosa e tanto brutta pare sicché mi sento in dover di scoreggiare.

Mentre mi sforzo per la scurengia anale ecco apparir il primo muco catarrale.

Prima lo respingo, per non parer volgare,

ma poi mi cola e non lo posso più arrestare.

Scende dal naso, fila sulle labbra

per ricader, gelatinoso, sulla maglia.

La macchia è verde gialla e filacciosa

non mi dilungo per non guastar la prosa

e mentre tento di pulirla con la mano dell’altro muco discende piano piano.

Che posso fare ? Io lo vorrei frenare

ma lui mi sfugge, cade ed ancor la maglia va a svunciare.

Così m’arrendo, la vittoria è sua,

la mia maglietta e’ incrostata di purea.

Colpa mia.

Non ho seguito il consiglio dell’amico Aldo

dice che l’umor di naso va mangiato caldo.

Essere_o_Apparire_by_JuliArt

Essere VS. Apparire

La differenza sostanziale fra gli esseri umani del giorno d’oggi non sta nel fatto di essere fascisti o comunisti, intelligenti o stupidi avere ambizioni o meno; sta solo nell’apparire.

Purtroppo ha preso sempre più piede quell’inutile mascherarsi al quale è stato recentemente affibbiato il termine look, e non ha più alcuna importanza che tipo di musica o di contenuto abbia il messaggio sonoro di un gruppo o di un cantante, importa più che altro il suo look.

E’ naturale quindi che ai tempi attuali non nascano più cantautori come Neil Young o gruppi come i Pink Floyd.

Sprecando infatti tutte le energie per apparire, i…”grandi artisti” si dimenticano infatti di fare almeno un pò di musica decente che accompagni le loro carnevalate.

Stupidi comunque non sono, hanno giustamente seguito l’onda, l’onda di una società massificata che non à più in grado di distinguere il giusto dall’errato e nemmeno il brutto dal bello, è solo capace di convincersi che quanto più una cosa è strana tanto più può fare moda; per quanto sia deficiente.

Quindi caro Paolo non lasciarti distrarre dagli altri, in questo impero della demenza; hai imparato, tu, a distinguere il brutto dal bello, l’ebete dal furbo, hai anche imparato a mettere le virgole al giusto posto in un periodo.

Sai, ormai hai capito, e come te alcuni altri… le mode ed i “look” sono merda e come tali vanno trattati: snobbarli ma non avvicinarsi troppo, per non sentire il puzzo.

Continua sulla tua strada, altri ti hanno preceduto!

Roma Press Photo / LapresseAnno 1978Film ' Avere ventanni' di Ferdinando Di LeoNella foto : Leopoldo Mastelloni , Lilli Carati

La vita di un ragazzo di vent’anni in Europa

Le mamme di mezza Europa sono in subbuglio. Quelle dell’Europa meridionale soprattutto. Dalla Grecia, dalla Spagna, dall’Italia e’ tutto un telefonare per sapere “com’e’ la vita a meno 20 (gradi)?”.

A dire il vero le megasesso italiane vanno anche oltre “Te la sei messa la maglia della salute? Mangi abbastanza?” ma sapete come sono fatte le mamme italiane. Certo e’ che da queste parti di freddo ne fa tanto. Pure troppo. Noi in Polonia non ci possiamo lamentare con i nostri meno 22. Chi e’ a Kiev o a Mosca scrive email e sms alla Umberto Nobile intrappolato al Polo Nord.

Travolta da un’ondata di gelo straordinario, Varsavia sembra diventata una citta’ di topi, anzi una trappola per topi come quella di Agata Christie. La gente cammina spedita e silenziosa imbacuccata in colbacchi e pelliccioni, entra ed esce fulminea dai negozi, si rintana su foto porno piccanti autobus e metro’. I marciapiedi sono un tappeto di neve e terra (anticongelamento) ma nascondono una insidiosa base di ghiaccio residuo delle nevicate precedenti. Ogni tanto qualcuno fa un capitombolo sotto gli occhi delle nonnette che, incredibile, non cadono mai e che volteggiando il bastone dicono “non correte! Non correte! Ah, i giovani d’oggi” ma sapete come sono fatte le nonnette col bastone.

Di sera le strade hanno un’atmosfera quasi da fumetto noir, con pochi radi passanti e i rumori ovattatti delle rare macchine in giro. In compenso i palazzi sono un allegro mosaico di finestre illuminate che si uniscono allo scintillio dei ghiaccioli rischiarati dalla luna. E’ bellissimo. I pensionati che arrotondano come addetti alla manutenzione (ogni blocco di condomini ne ha uno) spalano neve e spargono sale e sabbia ogni sera. “Freddo anche oggi vero?” dico sempre al mio minitrattorizzato (e’ tecnologico, lui) “sono almeno 20 anni che non si vede un freddo cosi'” risponde indaffarato. “Come?” e mi tolgo il cappuccio. “Dicevo che sono piu’ o meno 30 anni che…”. “Scusi?” e mi allento la sciarpa. “Sono 40 anni che non fa un freddo cosi’!”.”Oh, certo certo” ma sapete come sono fatti i pensionati che arrotondano come addetti alla manutenzione.